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Archive for the ‘nuova influenza’ Category

Ad un recente convegno a Firenze è saltata fuori l’intenzione, di alcune unità di crisi ospedaliere italiane per affontare l’epidemia di nuova influenza, di separare mamma e bambino dando in ospedale alla nascita latte materno spremuto ! Delirante proposta, subito criticata da molti per fortuna, anche insigni neonatologi di buon senso. La soluzione casomai sarebbe di bloccare/limitare le visite parenti!!
Con questo preambolo ecco un bel documento ACP sui termini generali della nuova influenza e delle vaccinazioni.
Centro Allattamento

Lettera aperta ai politici, ai professionisti della salute e ai mezzi di comunicazione

Quello che sappiamo per certo di questo nuovo virus influenzale
A/H1N1, è che per ora si è dimostrato meno aggressivo della comune
influenza stagionale. Diventa perciò difficile capire perché sia stato
dichiarato lo stato di pandemia,modificando addirittura i criteri della
definizione (è scomparsa ad esempio l’elevata mortalità), come spiega
Tom Jefferson della Cochrane vaccines field in un’intervista a Spiegel.
Nessuno è però in grado di dire se in futuro questo virus si
modificherà e diventerà pericoloso. Il suo comportamento, come quello
di tutti i virus, è assolutamente imprevedibile.

La bassa mortalità, ossia quanti morti rispetto ai casi, riscontrata
finora nei paesi dove l’A/H1N1 è già circolato ampiamente (dello 0,3%
in Europa e 0,4% negli USA), potrebbe essere in realtà ancora inferiore
perché facilmente diversi casi con sintomi lievi sfuggono alla
sorveglianza e alcuni decessi possono essere dovuti ad altre cause
presenti e non al solo virus.

I sintomi della nuova influenza sono assai generici (febbre, tosse,
raffreddore, dolori muscolari, malessere, vomito o diarrea) e, come
quelli dell’influenza stagionale, possono essere causati da molti altri
virus o batteri. Questo è uno dei motivi per cui il fenomeno
“influenzale” nel suo complesso, viene generalmente sovrastimato.

I vaccini contro il nuovo virus A/H1N1 sono ancora in fase di
sperimentazione. Nessuno è in grado oggi di sapere se e quanto saranno
efficaci e sicuri. Ma per diventare aggressivo il virus dovrebbe
cambiare (per mutazione? riassortimento con altri virus?), quindi i
vaccini mirati al virus attuale, potrebbero non essere utili. Sulla
sicurezza sia l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) che l’
Agenzia del farmaco europea (EMEA), fanno presente la necessità di un’
attenta sorveglianza postmarketing per rilevare eventuali effetti
collaterali che potrebbero manifestarsi con l’uso su grandi numeri,
anche perché alcuni vaccini sono allestiti con tecnologie nuove.
Abbiamo già visto durante la pandemia del 1976, diversi casi di
Guillain-Barré (una neuropatia periferica) associati alla vaccinazione
di milioni di americani contro un virus anch’esso di derivazione suina.
Chi decide di vaccinarsi, dovrebbe firmare un “consenso informato” che
illustri con precisione benefici e rischi.

Quanto al vaccino contro l’influenza stagionale, recenti studi
confermano i dubbi sulla sua efficacia sia nei bambini che negli
anziani. E sotto i 2 anni di età, è risultato del tutto inefficace. Non
si vedono quindi motivi per offrire la vaccinazione stagionale ai
bambini sani, per la quale oltre a tutto, ci dice il Center for Disease
Control europeo (ECDC), per prendere decisioni servono informazioni
basilari come l’impatto della vera influenza (numero di casi, ricoveri
e complicazioni) nelle varie età dell’infanzia. Informazioni che non
abbiamo.

Riguardo agli antivirali a cui il nuovo virus è risultato sensibile in
laboratorio – Oseltamivir (Tamiflu) e allo Zanamivir (Relenza) – non
sappiamo quanto siano efficaci “in vivo”. Per ora non abbiamo studi al
riguardo. Si sa però che entrambi sono poco efficaci verso l’influenza
stagionale e sono già state segnalate resistenze del nuovo virus all’
Oseltamivir, in alcuni paesi (Danimarca, Giappone, Cina, USA). Inoltre
non va dimenticato che gli antivirali possono dare a volte effetti
collaterali importanti. Il 18% dei bambini in età scolare del Regno
Unito a cui è stato somministrato l’Oseltamivir in occasione dell’
epidemia di A/H1N1, ha presentato sintomi neuropsichiatrici e il 40%
sintomi gastroenterici. Gli antivirali vanno quindi usati solo su
indicazione medica e solo per casi gravi o persone in cattive
condizioni di salute.

Sull’uso dei vaccini e degli antivirali, c’è chi come Ernesto Burgio
(direttore scientifico di ISDE, Medici per l’ambiente) esprime un’
ulteriore perplessità: entrambi potrebbero favorire la mutazione del
virus verso ceppi più aggressivi.
Cosa fare?

Andrà innanzi tutto mantenuta calma e lucidità, di fronte alle notizie
allarmanti diffuse quotidianamente dai mezzi di comunicazione. Se i
casi di influenza saranno più numerosi del solito o il virus dovesse
diventare aggressivo, sarà importante permettere ai medici e alle
strutture sanitarie di dedicarsi ai pazienti più gravi.

La chiusura delle scuole – con tutte le sue ricadute sociali – potrebbe
essere presa in considerazione solo se in futuro dovesse circolare un
virus altamente aggressivo (non l’attuale A/H1N1). In tal caso
andrebbero chiusi anche tutti i luoghi di ritrovo come i cinema, le
discoteche, ecc.

Potremo invece mettere in atto da subito le uniche misure che si sono
dimostrate efficaci nell’impedire la diffusione di tutti i virus
respiratori (come l’H1N1 anche se dovesse cambiare):

– lavarsi le mani spesso e accuratamente, con acqua e sapone

– ripararsi la bocca e il naso quando si tossisce o si starnutisce (e
dopo lavarsi le mani)

– evitare di toccarsi occhi, naso e bocca, facili vie di entrata dei
virus

– stare a casa quando si hanno sintomi di influenza

– evitare i luoghi affollati quando i casi di malattia sono molto
numerosi

L’uso della mascherina è risultato efficace negli ambienti di
assistenza sanitaria, mentre per altre circostanze l’efficacia non è
stata stabilita.

Luisella Grandori Responsabile Gruppo vaccinazioni ACP

Michele Gangemi Presidente ACP

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